venerdì, 24 Maggio 2024
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Il mercato dei veicoli industriali di conferma in positivo a giugno

Il primo semestre chiude in crescita a +13%, segmento pesanti a +14,4. Starace: "neutralità tecnologica sia alla base delle decisioni politiche".

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Il Centro Studi e Statistiche UNRAE – sulla base dei dati di immatricolazione forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – ha effettuato una stima del mercato dei veicoli industriali per il mese di giugno 2023 verso lo stesso mese del 2022: si conferma il trend positivo del mercato dei veicoli industriali anche nel mese di giugno, con un +16,5% e si consolida l’avanzo di tutti i segmenti del mercato, con la fascia dei veicoli pesanti a +15,9% e quella dei medio-leggeri a +22,1%. Anche i mezzi leggeri fino a 6 t mantengono la tendenza positiva segnando il +10,2% sul 2022. Nel primo semestre del 2023, il mercato chiude a metà anno con una crescita complessiva del +13,0%, con il segmento dei veicoli pesanti a +14,4%.

“Tali risultati, seppur apprezzabili, non devono far perdere di vista l’attuale contesto caratterizzato da un calo della domanda determinato dalla contrazione della produzione industriale e dall’alto costo dell’indebitamento per le imprese. A questo si aggiungono le difficoltà legate alle prossime scadenze relative all’introduzione del tachigrafo smart di seconda generazione (dal 21 agosto prossimo) e ai sistemi avanzati di sicurezza ADAS e cybersecurity (dal 2024), che determinano un ritardo nelle decisioni di investimento, a detrimento del processo di rinnovo del parco circolante” commenta Paolo A. Starace, Presidente della Sezione Veicoli Industriali dell’UNRAE. “Alla luce di ciò, scaturisce la necessità e il conseguente appello all’attuale Governo di individuare soluzioni ponte che consentano l’adozione di veicoli di ultima generazione attraverso un piano di sostegni pluriennale che salvaguardi la neutralità tecnologica. Solo attraverso questo approccio potremo garantire la riduzione delle emissioni e un elevato livello di sicurezza stradale a prescindere dalle eventuali revisioni delle normative europee, che al momento appaiono ben lontane dall’essere prese in esame”.

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