Il 2026 è iniziato portando con sé l’annunciato allineamento delle accese di benzina e diesel. Oggi il diesel si è guadagnato il triste primato di combustibile più costoso al distributore superando il prezzo della benzina. Di seguito il commento, preoccupato, di Riccardo Verona, Presidente An.bti – Confcommercio, Associazione Nazionale Bus Turistici Italiani.
“A causa delle nuove accise in vigore dal 1° gennaio, con le norme contenute nella Manovra che hanno portato all’aumento della tassazione sul gasolio e alla riduzione equivalente di quelle sulla verde, il prezzo medio nazionale del diesel è più alto di quello della benzina: 1,666 euro al litro contro 1,650 euro. Un evento che non si verificava dal 9 febbraio 2023, con la fase più acuta della crisi dei prezzi energetici dovuta al conflitto in Ucraina. Il prezzo della benzina è invece il più basso dal 19 dicembre 2022. Alla luce di tale drammatica situazione ed in previsione dei prossimi aumenti per il diesel diventa ancora più importante concedere ai bus turistici italiani l’accisa agevolata sul gasolio. La battaglia sull’accisa agevolata per i bus turistici è volta a sanare quella che da sempre gli operatori del settore vivono come una vera ingiustizia: l’esclusione di questo comparto dal beneficio delle accise ridotte sul gasolio previste dalla direttiva europea 2003/96 che l’Italia, a differenza degli altri Stati della Ue, ha deciso di recepire escludendo i bus turistici dal novero dei beneficiari creando seri problemi di competitività per le aziende Italiane nei confronti degli omologhi europei. Dopo la grande delusione della Legge di Bilancio nella quale, per l’ennesima volta, la categoria è stata dimenticata adesso ci attendiamo risposte concrete a partire già dal Decreto Milleproroghe 2026 che partirà nei prossimi giorni in Parlamento e dove ci aspettiamo che venga quantomeno prorogata per l’anno in corso la misura che nel 2023 ha portato tale beneficio per i cinque mesi di alta stagione. Chiediamo pertanto chiarezza e garanzie su questo tema e al Governo la massima attenzione su questa criticità. Tale provvedimento risulterebbe una misura virtuosa non solo per la categoria, ma per tutto il turismo italiano, sarebbe ripagata interamente dagli aderente a aumenti già in vigore e che resterebbero immutati per tutti i bus di classe energetica inferiore e spingerebbe gli imprenditori del settore verso il rinnovo del parco veicolare con un incremento di veicoli Euro VI a emissioni pari a zero”.

